Museo
BIOS - dal vuoto al pieno e ritorno

BIOS - dal vuoto al pieno e ritorno

dal 1 al 21 ottobre 2005

Inaugurazione Sabato 1 ottobre 2005, ore 16:00

La mostra non intende essere un confronto tra due modi di intendere l’arte.
Che cosa allora intende essere? Beh! Sarebbe qui proprio il caso di recuperare una formula che, in politica, fu cara a Moro e che, anche in questo caso, direbbe a meraviglia il modo di stare insieme dei due artisti. Si rammenta? Convergenze parallele. Bene. Recuperiamola allora, questa formula, e vediamo che cosa in Francesco Martani e in Nanni Menetti ci sia di parallelo e di convergente.
Di parallelo c’è, un percorso di vita, sia per la rispettiva origine sociale, che per il taglio dato alle rispettive vite a partire da questa origine: nei confronti dell’arte, delle sue verità, dei suoi tempi, delle sue istituzioni certo, ma anche della ricerca e della conoscenza in generale, che sempre l’arte sottende. Entrambi hanno frequentato con passione e seriamente professionalizzato anche i territori della scienza, naturali o umani che siano. E ciò in base alla convinzione che ogni parcellizzazione della cultura è una mancanza che impoverisce non solo la cultura stessa ma la vita.
Di convergente allora, ecco, un’intenzione comune di potenziare nell’arte ciò che la riporta alla vita e alla sua meravigliosa e impregiudicata creatività. Da ciò il titolo dato alla mostra e il percorso in esso inscritto.
“Bios”. All’etimo significa “vita” ma è anche l’acrostico di B(asic) i(nput) o(utput) s(ystem), cioè sistema operativo di base per la gestione delle operazioni elementari di avviamento del computer e allora sistema fondamentale di ingresso e uscita, si può dire proprio in uno, nella e dalla vita, oggi, tanto mentale che fisica. Difficile frenare lo spontanea cascata di associazioni a cui questo termine dà immediatamente la stura. Ecco, il corpo da un lato e la mente dall’altro, non più l’un contro l’altro armati, ma in uno, imbracati in un’unica radice. Bios va allora inteso anche come “programma” e, se lo si vuole intendere come “codice”, codice sia, ma non inteso come forma formata, morta, bensì come forma formante, come forma vista nel suo potere progettante la materia al fine di farle superare questo gap che sempre s’insinua tra la nostra intelligenza e la vita. E quale, tra le nostre pratiche, può essere quella più indicata a tentare una simile scommessa, una simile sintesi, se non l’arte?
In Francesco Martani questo lavoro progettante è evidenziato nella produzione di opere secondo quell’incondizionata libertà creatrice che è proprio della natura (della vita) prima, per dirla alla Darwin, di ogni selezione ambientale e brutalmente pratica; in Nanni Menetti dal lavoro della forza del gelo, nelle crio-grafie (vere e proprie nascite di forme da campiture amorfe di tempere e pigmenti) e dal potere formante della scrittura in senso proprio, nelle chiro-grafie.

Arte e Scienza: sul tema che guida la mostra interverranno:
a)sabato 1 ottobre ore 16.00: Piergiorgio Odifreddi (Università di Torino)
b)sabato 15 ottobre ore 16.00: Giorgio Celli (Università di Bologna), Claudio Cerritelli (Accademia di Milano), Giorgio Sandri (Università di Bologna)

Enti Patrocinanti : Regione Emilia Romagna – Università di Bologna – Provincia di Bologna – Comune di Zola Predosa

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