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Stefano Grasselli - Arte e Natura - Il Bestiario della Paura

Stefano Grasselli - Arte e Natura - Il Bestiario della Paura

dal 21 gennaio al 9 febbraio 2008
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Stefano Grasselli è un pittore che dipinge degli animali reali, o immaginari, creature della mitologia o delle tradizioni popolari, per cui lupi, gufi e licantropi convivono felicemente nel suo atelier. Per questo, il suo intervento a Ca’ la Ghironda, in questa rassegna che da qualche anno si occupa dei rapporti tra la scienza e l’arte, non sembra richiedere particolari giustificazioni. In questo nostro Eden, dove gli animali sono sempre stati rappresentati come delle figure ausiliatrici, dei bravi compagni di strada, Stefano Grasselli introduce una nota dissonante, che ci stupisce e un poco ci inquieta. Difatti, nei suoi quadri compare l’animale cattivo, e assistiamo, dal punto di vista ideologico, a una sorta di regressione, per cui il lupo, che gli etologi hanno rivalutato conferendogli una patente di lealtà verso i suoi simili, e quasi di nobiltà, regredisce alle origini e ridiventa l’animale feroce che sgozza gli agnellini o che, nelle favole, insidia per le strade del bosco Cappucceto Rosso. Già Cartesio, nel suo saggio sull’uomo, aveva fatto notare che: “se la figura di un animale, molto strana e spaventosa, cioè se essa ha una palese rassomiglianza alle cose che furono in precedenza nocive al corpo, quelle immagini destano nel cuore la paura.” Difatti, la paura degli animali è più diffusa di quanto si creda, e quasi mai è collegata a un evento sgradevole, come il morso di un cane subito nell’infanzia. L’animale ci fa paura perché ci propone un ossimoro psicologico: è differente da noi per un verso e per un altro verso è a noi molto simile. Per cui l’animale, che abita nel mondo, entra a far parte dei nostri sogni e spesso dei nostri incubi e quelli che ci presenta Stefano Grasselli sono tutti impregnati di questa oscura valenza onirica. Ma non si creda che il pittore voglia farci temere gli animali, perché mi sembra vero proprio il contrario. Se per Freud solo ciò che non riconosciamo di noi stessi può costituire un pericolo, mettersi allo specchio, come fa Grasselli, delle nostre paure più profonde, magari rimosse, significa ritrovare una confidenza verso questi nostri compagni di viaggio sul pianeta, che equivale al ritorno del figliol prodigo. Ritrovare negli occhi del nostro cane noi stessi significa riscoprire il nostro posto nel mondo. In parole povere, questa mostra di Stefano Grasselli è l’equivalente di un esorcismo etologico.



Giorgio Celli



da "Gazzetta Cultura e Spettacoli" - 30 gennaio 2008 "Il Bestiario della Paura"

da "Reporter" - 1 febbraio 2008 - n. 29 "Il Bestiario di Grasselli"

da "Il Resto del Carlino", Reggio Emilia - 7 febbraio 2008 "Il Bestiario secondo Grasselli"

da STAMPA REGGIANA - maggio 2008 "Stefano Grasselli: L'immagine della Natura"

 

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