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Michele Vitaloni - Arte e Natura

Michele Vitaloni - Arte e Natura

personale pittorica
dal 18 febbraio al 11 marzo 2007
Michele Vitaloni - Arte e Natura Michele Vitaloni - Arte e Natura Michele Vitaloni - Arte e Natura Michele Vitaloni - Arte e Natura Michele Vitaloni - Arte e Natura Michele Vitaloni - Arte e Natura

Mentre la pittura apre una finestra su di un mondo immaginario che può essere un paesaggio oppure un sorriso su di un volto, che in virtù di una somiglianza evocano l’inquietudine delle cose virtuali spacciate come reali, la scultura entra nel mondo, ne occupa d’imperio uno spazio, rende possibile il desiderio dei cubisti di vedere l’opera anche dal di dietro. Nel Novecento, in parallelo con la pittura in cui il quadro ha cominciato, attraverso scansioni geometriche o convulsioni cromatiche, a raccontare se stesso, la scultura si è sublimata in forme pure come l’uovo di Brancusi, oppure ha subito una fascinazione geologica come nelle opere di Moore, che scopre nelle rocce e nei ciottoli un fantasma estetico da rendere visibile. Tuttavia, con la fine del secolo delle Avanguardie, l’avventuroso Novecento, si segnala ovunque, non tanto un ritorno all’ordine, quanto un’esigenza di nuova specularità tra l’arte e la vita, riconciliando quel che si vede con quello che si pensa. Michele Vitaloni costituisce un esempio di questa rivisitazione del mondo che non significa per lui andare indietro, ma ripensare a un nuovo futuro dell’occhio e della visione in arte. Nell’ambito di un’investigazione sui rapporti tra la scienza, l’arte e la natura, che questo Atelier persegue da diversi anni, le sculture di Vitaloni costituiscono uno degli esempi più eloquenti di una possibile interazione multipla di questi tre modi di approcciare il mondo. Le sue teste di animali, che sono come i trofei di un grande safari condotto nell’immaginario, sono ispirate a un realismo che sembra volere andare al di là di se stesso, per ingranarsi nei mulini dell’onirico. Come hanno dimostrato gli iperrealisti, il rispecchiamento della realtà, se portato al limite, si rovescia nel suo contrario ed entra nel Pantheon dei sogni a occhi aperti. La zoologia di Michele Vitaloni giunge a noi da un’Africa che forse non è mai esistita.

Giorgio Celli


 

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