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Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico

Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico

dal 13 marzo al 2 aprile 2005
Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico Agnese Baruzzi - Arte e Natura - ...dalla parte del bambino - Dall'occhio infantile all'occhio tecnologico

Uno degli avatar, e forse il più importante, della pittura del Novecento, e che Paul Klee, tra molti altri, giudicava davvero cruciale, è stato quello di andare a scuola nella stanza dei bambini. Facendo tesoro delle loro esercitazioni grafiche e pittoriche, che sono, a mio parere, malgrado quello che pensava Andrè Malraux, un felice preludio dell’attività estetica vera e propria. Proseguendo nel nostro progetto “Arte e Natura”, che ha come corollario implicito “Arte e scienza”, abbiamo pensato di allestire due mostre, l’una, che si presenta ora, di Agnese Baruzzi, e che punta sull’infanzia, l’altra, che seguirà, “Introduzione alla Microart”, che punterà sulla tecnologia, elaborando così un circolo virtuoso in cui l’immaginazione infantile ritrovata e l’immaginazione tecnologica praticata, si prendano vicendevolmente per la coda.

Agnese Baruzzi illustra libri per bambini e si potrebbe pensare, in un certo senso, che si sia messa a ritroso sul percorso di tanti pittori del secolo appena passato, alla ricerca di una creatività delle origini, che i bambini avrebbero in appannaggio e che gli adulti, crescendo, perderebbero irrimediabilmente. Ma l’artista batte altre strade, che potremmo definire filologiche, non usa le elaborazioni infantili per produrre opere d’arte, intende mettersi dalla parte dei bambini stessi e rivedere il mondo con i loro occhi. Che sono gli occhi incantati della fiaba, dei fantasmi mentali, di un mondo prima sognato che veduto, popolato di creature spesso eteree e più spesso corporee, che vorrebbero fare paura e fanno invece ridere. Il suo “tocco” è di una squisita eleganza e, nello stesso tempo, di una misteriosa, non affettata, ingenuità. Picasso aveva dichiarato che gli era stata necessaria tutta una vita per disegnare come i bambini, Agnese Baruzzi disegna come i bambini vorrebbero fare, se ne fossero capaci!

Giorgio Celli




Locandina della mostra

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