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Boscheri, Leonelli, Sevini - Arte e Natura - Tripla Eco

Boscheri, Leonelli, Sevini - Arte e Natura - Tripla Eco

dal 24 aprile al 14 maggio 2005
Boscheri, Leonelli, Sevini - Arte e Natura - Tripla Eco Boscheri, Leonelli, Sevini - Arte e Natura - Tripla Eco

Questa mostra collettiva, non a caso l’ho definita, tra il serio e il faceto, Tripla Eco sulla Natura, perché gli artisti che vi partecipano sono già stati i protagonisti, l’anno scorso, di tre mostre personali successive, e, pur nella diversità degli stili e delle opzioni estetiche, sono accomunati da un occhio aperto sulla natura, mirato, per dirla in termini un poco obsoleti, sulla bellezza del mondo. Per questi tre artisti ho già stilato, volta per volta, delle brevi note, e ora non mi resta che rivisitarle, magari citando me stesso. Per Sevini, non posso che ribadire quanto ho già notato, un po’ parafrasando, e cioè che la sua pittura, di una singolarissima trasparenza cromatica, immersa in una luce che potrei definire subacquea, punta su di una rivisitazione dell’universo naturale compiuta dalla parte dei sogni, al di là di ogni tentazione di un naturalismo di maniera, per approdare a una contemplazione visionaria, in cui le cose vengono filtrate da un’acuta sensibilità per il colore e sfumano in un delicato naufragio lirico delle forme. Per Boscheri mi sembra inevitabile riprendere quanto ho già scritto: i suoi colori “si accendono di misteriose incandescenze, che conferiscono ai suoi animali e ai paesaggi che li ospitano, una tensione sospesa tra l’onirico e lo stregonesco, tra la favola animalista e una fantasticheria totemica”. In parole povere, Boscheri rispecchia, sì, la natura, ma in uno specchio magico, che la deforma sottilmente, e che la rende iperreale per eccesso di realtà. Per Leonelli, non mi è possibile citare quanto scritto in precedenza, perché la sua mostra era mirata esclusivamente sugli insetti e ora ha fatto, per dir così, un salto sistematico, passando dagli insetti ai molluschi e alle scimmie antropomorfe. Il risultato pittorico resta però lo stesso. Leonelli è affascinato dagli animali, che percepisce come un immenso museo di forme in continua metamorfosi, nel quale va lavorando e fantasticando da sempre. Li osserva con un’attenzione scientifica, li deforma con un gusto per l’eccesso e la caricatura, li trova, non solo affascinanti, ma divertenti!

Giorgio Celli




Locandina della mostra

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